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Sindrome feto-alcolica: alcol e gravidanza

Uno studio scientifico italo-spagnolo sulla sindrome feto-alcolica, diretto da Simona Pichini dell’Iss e in pubblicazione su Clinical Chemistry and Laboratory Medicine, dimostra perché l’alcol in gravidanza anche piccole dosi espone a rischi il nascituro.

Sono state trovate quantità modeste di alcol consumate durante tutta la gravidanza rilevate sia nel capello materno che nelle prime feci (meconio) neonatali. Pertanto anche bevendo poco ma spesso, il feto è esposto all’alcol materno.

Ieri è stata la Giornata mondiale sulla Sindrome feto-alcolica, queste le dieci raccomandazioni date proprio nell’ambito della campagna l’Istituto Superiore di Sanità.

Raccomandazioni per astenersi dall’alcol attraverso dieci punti:

  1. consumare bevande alcoliche in gravidanza aumenta il rischio di danni alla salute del bambino
  2. durante la gravidanza non esistono quantità di alcol che possano essere considerate sicure o prive di rischio per il feto
  3. il consumo di qualunque bevanda alcolica in gravidanza nuoce al feto senza differenze di tipo o gradazione
  4. l’alcol è una sostanza tossica in grado di passare la placenta e raggiungere il feto alle stesse concentrazioni di quelle della madre
  5. il feto non ha la capacità di metabolizzare l’alcol che quindi nuoce direttamente alle cellule cerebrali e ai tessuti degli organi in formazione
  6. l’alcol nuoce al feto soprattutto durante le prime settimane e nell’ultimo trimestre di gravidanza
  7. se si pianifica una gravidanza è opportuno non bere alcolici e si è già in gravidanza è opportuno interromperne l’assunzione sino alla nascita
  8. è opportuno non consumare bevande alcoliche durante l’allattamento
  9. i danni causati dall’esposizione prenatale dall’alcol, e conseguentemente manifestati nel bambino, sono irreversibili e non curabili
  10. si possono prevenire i danni e i difetti al bambino causati dal consumo di alcol in gravidanza, evitando di consumare bevande alcoliche

 La campagna “Too Young To Drink” (“troppo piccolo per bere”) è concentrata sull’uso dei social network, primo tra tutti Facebook (con la pagina Too young to drink) attraverso con una sostenuta campagna basata sull’attivazione spontanea nel mondo che ha avuto un impatto rilevante con disseminazione in tutte le sedi istituzionali tra cui il Parlamento Europeo.

Per approfondire:

 http://www.future-science.com/doi/abs/10.4155/bio.15.60

http://www.iss.it/

Maria A. Giusti

Maria A. Giusti

Psicologa e dal 2010 mamma felice e innamorata di Giorgia dal 2013 anche di Davide. Innamorata della vita, dei salti nel vuoto, sempre pronta a ripartire, perchè come diceva chissà chi " ogni volta che cadi, raccogli qualcosa"
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