Blog

Sindrome del bambino scosso

Sindrome del bambino scosso, parte una campagna d’informazione.

Dal Convegno organizzato da Soroptimist International (Club di Genova due e Club di Genova) parte il messagio lanciato dagli specialisti dell’Istituto Gaslini:

Non “scuotete” i neonati!

“Il pianto inconsolabile di un neonato può portare all’esasperazione i genitori o chi si prende cura di lui – spiega Edvige Veneselli direttore dell’UOC Neuropsichiatria del Gaslini – nasce quindi una sensazione di rabbia, impotenza ed esasperazione, che può portare a perdere il controllo e scuotere con violenza il neonato, nel tentativo di farlo smettere di piangere”.

La vita dopo l’arrivo di un neonato può essere faticosa e difficile; la mancanza di sonno, il pianto interrotto e prolungato che non si riesce a calmare, tutte situazione che possono portare in chi si prende cura del bambino, una forma di frustrazione e di rabbia, anche di panico.

Scuotere più o meno violentemente il neonato, nel tentativo di farlo smettere di piangere è una situazione non troppo infrequente, ed è una delle principali cause di morte nel primo anno di vita. Il 30% dei piccoli scossi violentemente muore e l’50% riporta gravi danni permanenti: emorragie cerebrali, disabilità, paralisi, cecità ecc. Eppure la maggior parte dei genitori non sa che scuotere un bambino può essere molto pericoloso. Lo scuotimento è un’azione che può essere messa da chiunque.

sbsindrome

La campagna di prevenzione si prefigge di diffondere la conoscenza in merito.

Bastano 5 secondi di scuotimento per provocare, potenzialmente, seri danni al bambino; vi mostro un video americano realizzato in cui tutti possono vedere gli effetti della sindrome da scuotimento su un bambino.

Nel video possiamo vedere un bambolotto meccanico che ha delle zone che diventano rosse e luminescenti se lo si scuote, mostrando come anche il minimo scossone può causare danni irreparabili al cervello.

Il maltrattamento, in questi casi, non consiste in un atto premeditato e razionale e suscita spesso grande angoscia e senso di colpa in chi lo ha compiuto (Ammaniti et al., 1981).

Negli Stati Uniti sono stati introdotti programmi di prevenzione che aiutano i genitori a comprendere le ragioni del pianto del neonato, ma soprattutto a gestire la frustrazione e l’eventuale rabbia che ne può derivare, al fine di prevenire possibili maltrattamenti (Bechtel K. Et al – Impact of an educational intervention on caregivers’ beliefs about infant crying and knowledge of shaken baby syndrome – Acad Pediatr 2011 Nov-Dec; 11 (6):481-486).

Se vi sentite stanche e sentite in voi salire la rabbia, la frustrazione, lasciate il vostro bambino in un posto sicuro, ad esempio nel suo lettino ed allontanatevi per qualche secondo, chiamate qualcuno che possa aiutarvi, non isolatevi.

Non scuotete mai il bambino per alcun motivo.

Maria A. Giusti

Maria A. Giusti

Psicologa e dal 2010 mamma felice e innamorata di Giorgia dal 2013 anche di Davide. Innamorata della vita, dei salti nel vuoto, sempre pronta a ripartire, perchè come diceva chissà chi " ogni volta che cadi, raccogli qualcosa"
Maria A. Giusti

Latest posts by Maria A. Giusti (see all)

About Maria A. Giusti

Psicologa e dal 2010 mamma felice e innamorata di Giorgia dal 2013 anche di Davide. Innamorata della vita, dei salti nel vuoto, sempre pronta a ripartire, perchè come diceva chissà chi " ogni volta che cadi, raccogli qualcosa"

Leave a Comment

Name*

Email* (never published)

Website