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Il Cesario: un documento dell’OMS

Il taglio cesareo è tra gli interventi chirurgici più comuni al mondo con tassi in aumento specie nei paesi ad alto e medio reddito.

Fonte: elaborazione su dati Ocse, 2010 Nota: i dati sono del 2010 per Danimarca, Netherlands e Stati Uniti.

Fonte: elaborazione su dati Ocse, 2010 Nota: i dati sono del 2010 per Danimarca, Netherlands e Stati Uniti.

Il Ministero della Salute denuncia il caso del numero eccessivo dei primi parti cesarei che in Italia costituiscono un record: il 29,31% parti totali, con l’aggravante che il 43% dei primi parti cesarei sarebbe ingiustificato

Il cesario che in alcuni casi è un salvavita, viene in realtà applicato spesso senza reali ragioni mediche, mettendo a rischio donne e bambini. Molte donne si sentono più sicure con il cesario, tanto da arrivare a chiederlo. La paura del dolore e la scarsa conoscenza dei rischi sono alla base di tale richiesta.

Ecco in sintesi la premessa del documento appena pubblicato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la Dr.ssa Marleen Temmerman, Director of WHO’s Department of Reproductive Health and Research afferma:

Il cesareo può servire se il parto vaginale è un rischio materno-infantile a causa, per esempio, di un travaglio prolungato oppure di una sofferenza o una posizione anomala del feto

 Dal 1985 la comunità sanitaria internazionale ha stimato per i cesarei un tasso ideale tra il 10% e il 15% dei parti totali, e studi recenti indicano che con percentuali intorno al 10% i decessi materni e neonatali diminuiscono.

La mancanza di un sistema di classificazione standardizzato è tra i fattori che hanno impedito di monitorare e confrontare i tassi di cesareo nei diversi contesti

dice la funzionaria Oms, che propone di adottare a livello internazionale il sistema Robson.

Quest’ultimo classifica le partorienti in 10 gruppi in base caratteristiche facilmente identificabili tra cui le gravidanze precedenti, la presentazione del feto, l’età gestazionale e le caratteristiche del travaglio.

Le informazioni raccolte in modo standardizzato e riproducibile sono d’importanza fondamentale per le strutture sanitarie che cercano di ottimizzare l’uso del cesareo per migliorare la qualità delle cure

WHO Media Center 2015

Maria A. Giusti

Maria A. Giusti

Psicologa e dal 2010 mamma felice e innamorata di Giorgia dal 2013 anche di Davide. Innamorata della vita, dei salti nel vuoto, sempre pronta a ripartire, perchè come diceva chissà chi " ogni volta che cadi, raccogli qualcosa"
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